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Il Gatto Ninni: Storie "Nascoste" a Venezia da Scoprire Visitando
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COME DIVERTIRSI A VENEZIA? BASTA SEGUIRE “IL BIANCONIGLIO”

Se siete capitati su questo blog, è perché forse state cercando un percorso alternativo, poco turistico e assolutamente originale per scoprire le magnifiche città di Verona e Venezia. Quando si gironzola fra le anguste vie e le ampie piazze di un centro storico italiano, a tratti sembra di essere catapultati nel passato, di respirarne le atmosfere antiche e di viverne le affascinanti vicende storiche. Questi paesaggi ancestrali possono diventare il perfetto palcoscenico per impersonificarsi nei misteriosi personaggi che li popolavano e iniziare, con il naso all’insù, una giocosa esplorazione all’insegna del mistero e della fantasia.
Questo primo articolo cercherà di farvi viaggiare nel tempo, in una Venezia misteriosa e sconosciuta, sulle orme del gatto Ninni…

In una città di mare non potevano di certo mancare i gatti, che aiutavano a mantenere la città pulita cacciando topi e mangiando i resti “ittici” che si trovavano abbandonati qua e là in questa città di marinai e pescatori… Un gatto in particolare, fu reso così celebre che ancora oggi possiamo vederlo ritratto in un dipinto visibile sulla destra della facciata del Caffè Toppo, vicino alla basilica dei Frari.
Come ci dice Pietro Pazzi nel suo “Stradario di Venezia” il gatto si chiamava Ninni e morì nel 1894… quanta precisione per un animale!
Tale era la fama del micio che divenne un’attrazione turistica della zona. Nel caffè esisteva persino un libro che raccoglieva le firme di tutti coloro che si recavano lì per ammirarlo e fra gli autografi troviamo quello dello zar Alessandro III. Alla morte di questa celebrità, come accade per i VIP, molti si ritrovarono al caffè per celebrarne la memoria, coniarne un medaglione ricordo e per scrivere un sonetto a lui dedicato!
Se siete nei pressi di Dorsoduro, una tappa al Caffè Toppo per onorare la memoria del celebre micio e ammirarne il ritratto, è d’obbligo!

Carlo Pezzuto



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